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blogs | 31/08/2005 12.16
Sergente nella sabbia

Una blogstar nata dalla guerra in Iraq, il Sgt. Missick approda con il suo blog 'A Line in the Sand' agli onori delle pagine di Wired. Non c'è dubbio che questa sia una guerra dai molti paradossi mediatici. Ha visto la scomparsa del giornalismo di guerra "libero", quello degli inviati che coraggiosamente si intrufolano nelle pieghe di un conflitto per raccontarne gli aspetti più inediti al mondo. La politica dei giornalisti enbedded ha confinato l'informazione ufficiale in una specie di contenitore stagno dal quale è faticoso "guardare fuori" per cercare di capire cosa succede veramente.
 
Per contro, nessuna guerra ha mai avuto una copertura così completa prodotta da chi la guerra la sta facendo. I militari impegnati nel conflitto hanno portato con loro telefonini, macchine digitali, palmari e tutti i meravigliosi giocattolini tecnologici entrati a far parte della vita metropolitana in modo ormai stabile. Le informazioni hanno così cominciato a scorrere incontrollate arrivando a generare scandali come quello del carcere di Abu Graib, scatenato dalle foto scattate dagli stessi militari e circolate attraverso i canali digitali del passaparola fino ad esplodere e a compromettere una campagna presidenziale in corso.
 
L'articolo di Wired è intitolato 'The blogs of war" ed è apparso sul numero di Agosto 2005. Interessante anche 'Armor Geddon ' il blog della battaglia di Falluja tenuto da Neil Prakash, da notare che alcuni dei blog più 'disallineati' sono stati oscurati dal Pentagono.

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comunicazione | 26/08/2005 16.34
Viral marketing

Per chi ancora non ha capito cosa sia, un rapido aggiornamento a cura del professor Confuso.

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tv | 26/08/2005 1.13
Il Sig. Monk e le sue ossessioni.


Rete 4 per me è una rete che non c'è: non mi capita mai, neanche per sbaglio, di finirci (è l'unico tasto del mio vecchio telecomando ad avere ancora il numero leggibile). Ho accolto con curiosità e sospetto, quindi, il consiglio di mio padre: "C'è un nuovo telefilm su Rete4 che può piacerti, a metà tra il giallo e la commedia...". Dopo il primo segnale, un articolo tipo questo. D'estate le mie difese si abbassano notevolmente e mi sono arreso subito all'idea di vedere la rete delle soap, dei cervelloni e di sipario.
Bene, valeva la pena superare questi sani pregiudizi perchè il telefilm è veramente carino, con un personaggio sopra le righe che suscita empatia istantanea.

Questo detective 50enne afflitto da mille manie ossessivo compulsive è insieme genio e imbecillità, ammirato e tenuto a distanza, solo e pieno di rapporti sociali. L'apice della ineluttabilità della sua condizione è stato raggiunto, stasera, nel colloquio con lo psichiatra: mentre lui, Monk, ricorda di quando al liceo fu l'unico a non essere invitato alla festa di compleanno dell'idolo della scuola, il suo psichiatra gli confessa di esserci andato, a quella festa, e di essersi divertito come mai nella sua vita...

E' inutile parlare delle trame gialle, complesse il giusto per mantenere l'attenzione, o dei comprimari, potete immaginarveli, non ho volgia nemmeno di riflettere sul fatto che gli autori intelligenti che si avvicinano al giallo seriale sanno di non poter proporre qualcosa di nuovo negli intrecci e allora propongono detective compulsivi o paranormali o sensitivi...ma due perle meritano una segnalazione.
La prima, naturalmente, l'interpretazione di John Turturro nel ruolo del fratello matto del disadattato detective: splendida e toccante nel far sentire implodere il malessere.
La seconda, invece, la sardonica (non sarcastica, chi ha visto la puntata lo sa) presa in giro di CSI nel secondo episodio, con Monk che assiste alle riprese di un serial Tv che parla di fibre tessili guatemalteche e di strane apparecchiature di rilevamento per cercare indizi su un omicidio: la frase "ma in che pianeta è ambientato ?" e la faccia di commento è valsa da sola tutto l'episodio.

Ogni giovedì, alle 21, su Rete4.

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fatti | 24/08/2005 14.44
Diario dal Kenia 2

puntata precedente
 
Oggi sul giornale locale c'era la foto di Berlusconi. Ho letto l'articolo ed ho visto che riguardava il visto di ingresso negato da Londra per un parlamentare Kenyano perche' lo stesso risulta inquisito per questioni di corruzione. Il giornalista si chiedeva il motivo di un trattamento diverso riservato a Berlusconi visto anche lui risultava, piu' volte, oggetto di accuse analoghe....questo per dire la figura che il nos...vostro Presidente ci fa fare all'estero.
 
Sono stato a Nairobi un paio di volte per motivi di lavoro (viaggio abbastanza duro da fare in giornata più di 8 ore di macchina tra andata e ritorno) e devo dire che quello che ho visto in quella città è veramente drammatico: ci sono ipermercati pieni di roba in perfetto stile europeo e poco lontano si passa in mezzo alle baraccopoli dove la gente vive di stenti e mentre passavamo li vedevamo frugare inmezzo all'immondizia della discarica nel tentativo di recuperare qualcosa. Non sono riuscito a vedere il centro della cttà perchè c'erano degli scontri tra polizia e manifestanti.
 
L'ultima volta ho anche dato un passaggio a due ragazze che hanno fatto volontariato in Italia con il cefa e adesso vengono in vacanza in Kenya. Sono stato con loro nella città vicino a noi - che come impatto sociale è molto meno pesante di Nairobi - ma nonostante questo una di loro dopo una breve visita (durante la quale io ero impegnatoper acquistidi materiale per il cantiere) non ha retto a quanto ha visto ed è scoppiata a piangere. Inizialmente non riuscivo a capire quale fosse il problema perchè purtroppo io ormai mi muovo a mio agio e certe situazioni mi risultano quasi "normali".......accidenti..questo vuole dire che alla fine ci si abitua proprio a tutto. E dire che le due ragazze hanno già girato in tanti paesi dell'America latina: Messico, Guatemala, Argentina, Cile, Perù, Uruguay, Bolivia,...si vede che però l'Africa è qualcosa di diverso.
 
Meglio cambiare argomento, finalmente qualcuno ha compreso la mia alta professionalità e così mi è stato chiesto di progettare e e sovrintendere ai lavori di un......cesso...o, per meglio dire, una ... latrina. A parte gli scherzi sono stato in una scuola - dove c'è anche una classe per bambini portatori di handicap - e lì i genitori hanno fatto un buco nel terreno (roccia compresa) profondo più di 15 metri e mi hanno chiesto di potere costruire sopra quattro box latrina per i bambini. Ho visto quelle esistenti ed ho deciso di interessarmene in quanto l'igiene lascia alquanto a desiderare anche in considerazione del fatto che la maggior parte dei bambini accede alle latrine scalzo. Ovviamente è impensabile fare dei servizi igienici seri perchè in quella zona non possono permettersi di sprecare acqua per usi non alimentari. Ho fatto una marea di foto nel mio cantiere e prima o poi cercherò di inviarvene qualcuna.
 
Devo dire che se guardo gli aspetti di sicurezza........ho paura che mi convenga in futuro cambiare lavoro. Pensare che quello che vedrete è già oltre i loro standards solo perchè ci sono io che gli rompo le scatole ed insisto per attrezzare delle strutture un po' affidabili. Tutte le volte che mi impongo per migliorare la sicurezza mi gurardano come se fossi un marziano. Da giorni sto cercando delle prese/spine - non dico di tipo industriale - ma almeno un po' più serie di quelle viste quì però non riesco a trovarle. Una chicca simpatica: pensate che quì manca spesso laluce e così abbiamo a disposizione un gruppo elettrogeno; il cavo di alimentazione che parte dal gruppo e arriva alla casa aveva ad entrambe le estremità due spine -pertanto ogni volta che si accendeva il gruppo, la parte terminale della prolunga con la spina scoperta era in tensione..... Pensate che alcuni attrezzi quali il flessibile o il trapano erano privi di spina e il collegamento all'impianto di alimentazione elettrica avveniva mediante l'infilaggio dei fili direttamente nella presa.
 
Per il momento è tutto...grazie ancora a tutti quelli che si sono ricordati di me e mi hanno scritto. ciao Giuliano

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fatti | 22/08/2005 9.17
Siamo tornati

Qualcuno più abbronzato, qualcuno più rilassato, qualcuno più stanco di prima...

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fatti | 05/08/2005 14.23
Siamo in vacanza

Ebbene sì, tra poco ce ne andiamo e torneremo al lavoro il 22 agosto. In caso di catastrofi, calamità, cavallette, ecc. provate a mandare un messaggio a info@luoghinoncomuni.com.

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