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teatro | 06/11/2006 11.16
goycoolea - goycoolea - goycoolea


 
Se la scorsa notte ho sognato Alec Guinnes che si tuffava nudo nell’asfalto, è stato sicuramente per via delle sollecitazioni visive a cui mi hanno sottoposto Felipe e Silvia prima di andare a dormire.
 
E’ così ogni volta che li vado a trovare.
 
Felipe Goycoolea è un regista documentarista e Silvia Dori una grafica talmente curiosa del mondo da avere lavorato in Svizzera, Australia, Francia mentre le loro due bimbe tengono 2 blog non 1, suonano la chitarra elettrica e si dilettano con le animazioni in Flash, tipo che alla loro età io mi sentivo artista perché avevo gli acquerelli, mi sono spiegata? Almeno una volta all’anno, quando vado a trovarli, dopo cena Felipe accende il portatile e mi fa vedere qualcosa.
 
Ieri sera abbiamo iniziato con ‘giggi06’, una piece di Petrolini recitata da un giovanotto coi capelli accordellati, perfetto bbullo romanesco de oggi. Mentre recita per strada a San Lorenzo, la gente passa, una tipa si ferma e si inserisce perché crede che parli di suo figlio, un barbone che si prepara il letto lo guarda come si guarda una fetecchia. Felipe dice che si tratta ancora di una versione beta (?), incompleta insomma, ma a me è sembrato bellissimo anche così.
 
Poi ho voluto rivedere la storia dell’oca che vive in un villaggio di indigeni matacos dell’Argentina e che convince un puma, venuto per mangiarlo, di essere anche lui un puma. Ma solo per 10 secondi.

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teatro | 26/06/2006 10.36
Cuochi di mezzanotte 2

Grande successo della serata di Cuochi Fatui alla Bibiloteca Comunale di Castel San Pietro. La splendida performace di Giacomo Benelli, che ad ogni uscita migliora e raffina la sua interpretazione, ha regalato un'ora di puro divertimento al pubblico di nottambuli riunitosi per l'occasione.
 
Dobbiamo proprio dire che più si va avanti in questo gioco pù diventa divertente.

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teatro | 23/06/2006 10.23
Cuochi di mezzanotte


 
Domani, nel contesto della notte bianca organizzata da Slow Food, a Castel San Pietro Terme una nuova uscita del recital di Cuochi Fauti portato in "tavola" da Giacomo Benelli. Le ricette pazze saranno uno degli eventi di apertura di una maratona buogustaia che durerà fino alle 6 del mattino.
 

Se avete iTunes cliccate qui per collegarvi al podcast di Cuochi Fatui
 

Qui trovate invece il feed rss.
 
Nella sezione cartoline del nostro sito è inoltre disponibile una serie di ricette pazze in formato eCards che si possono spedire gratuitamente a chiunque.

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teatro | 11/11/2005
Sotto l'elefante

In bocca al lupo a Jacopo Fo per le due serate in programma al teatro delle celebrazioni. Porta in scena al Teatro delle Celebrazioni un monologo nuovo dal titolo "Quando fai sesso con gli elefanti non stare mai sotto". Sono certo che andrà benissimo...

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teatro | 15/03/2005 23.31
Scemo di guerra

Scemo di guerra è un'espressione che dalle mie parti si usa per indicare uno che è un pò tonto. Pensandoci ora credo si riferisca a quei soldati che tornavano sconvolti, da quello che avevano visto o fatto, dal rumore delle bombe o dalla paura di morire.
Scemo di guerra è anche il titolo dell'ultimo spettacolo di Ascanio Celestini. Per chi non lo conosce, lui è uno che da anni gira l'Italia con i suoi monologhi che pescano storie e favole dalle tradizioni popolari, racconti familiari o da piccole vicende che fanno parte della Storia, quella più grande. Per dire, il suo spettacolo più famoso, Radio Clandestina è la storia dell'eccidio delle Fosse Ardeatine come la racconterebbe un vecchio romano ben documentato. Stesso pathos (anzi, stessa assenza di pathos), stessa ironia, stesse esagerazioni.
Questo Scemo di guerra è ispirato alle storie che il padre di Ascanio ha raccontato ai figli per trent'anni, parla di tutte le volte che il papà-ragazzino ha rischiato di morire (per aver pisciato nell'elmetto di un tedesco, o per una cipolla...), parla di scimmie soldati e di mosche pazienti ("le mosche mangiano merda e cadaveri, non moriranno mai di fame, però ci vuole una gran pazienza per mangiare merda e cadaveri...), parla di una società formatasi per l'acquisto di un maiale vivo, della metà di una goccia d'acqua e di morti che tornano in vita solo per rimorire poco dopo, di scarpe da principi e di matti visionari, di sogni che resistono e si avverano nonostante la morte dei sognatori, parla anche del cinema Iris ("odierno cinema Gioiello"). Parla di quanto una guerra possa essere scema ("ma noi stiamo coi tedeshi, gli americani, i russi, i cinesi..") e di come tutte le guerre siano per forza sceme.
Parla di tutto questo e di altro, Ascanio Celestini, con la solita sedia di legno immersa in una scenografia appena diversa dalle precedenti: se prima erano sei assi di legno, ora sono quatro pezzi di lamiera.

Tanto quello che conta è la voce...

by: pas | mostra commenti (1) | permalink

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