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sostenibilità | 28/10/2009 11.33
A crisis is a terrible thing to waste

Ok, ho molto studiato in questi mesi e ora mi sento pronto a riprendere a scrivere anche in questo blog cominciando da questo modo di dire anglosassone, spesso abusato, ma sul quale sempre più persone (sempre più insospettabili) stanno fermandosi a riflettere.
 
Da qui in avanti cercherò di analizzare la situazione e indicare i possibili percorsi virtuosi che ho individuato, i vicoli ciechi, le opportunità e i rischi. Non è detto che quello che ho da dire vi piacerà, ma chi volesse contribuire, controbattere, argomentare, è benvenuto...

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sostenibilità | 03/03/2009 14.41
Riscoprire la saggezza


 
Fare qualcosa nel modo giusto e solo perché è giusto farla, sembra fantascienza, ma è forse l'unica via d'uscita.
 
Via SwissMiss

TT:

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sostenibilità | 09/12/2008 17.07
Packaging alla banana


 
Usare foglie di banana fustellate per produrre packaging alimentare forse non è la soluzione di tutti i problemi di sostenibilità del settore, ma potrebbe essere una buona idea nei posti in cui queste foglie sono disponibili in abbondanza.
 
Inoltre immagino che dovranno provenire da banani biologici e questo può indurre i proprietari delle piantagioni a rinunciare a una certa quota di pesticidi, magari avranno qualche banana in più di scarto, ma si rifaranno con la vendita delle foglie... chissà?
 

 

 
Via.

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sostenibilità | 04/12/2008 16.44
A Better Place


 
Il progetto Better Place di Shai Agassi per la creazione di un sistema dei trasporti basato sull'energia elettrica, ma che tenti una politica "business as usual", è certamente una delle idee più interessanti degli ultimi tempi.
 
Hawaii, Israele e Danimarca e Renault sembrano seriamente intenzionate a partire con una massiccia sperimentazione e quindi presto capiremo se può funzionare.
 
Quello che va notato, a mio parere, è come questo progetto prenda atto della assoluta impreparazione con cui siamo arrivati alle soglie di questo momento di crisi globale.
 
La genialità di Agassi sta nell'aver avuto la forza di guardare la realtà per quella che è: dobbiamo liberarci della schiavitù dal petrolio (è sempre più scarso e fa bollire il pianeta); non abbiamo una tecnologia valida per costruire auto elettriche, ma ci serve un sistema dei trasporti sostenibile.
 
Riconoscere questa situazione in modo così chiaro non è da tutti. Partendo da questi presupposti Agassi immagina un sistema in cui ci siano gestori che si preoccupano di fornire continuamente energia alle auto elettriche in circolazione, una sorta di "rete cellulare" di distributori di elettricità e di stazioni di cambio delle batterie (che sarebbero standardizzate indipendentemente da modello e casa produttrice del mezzo).
 
Uno dei principali problemi da risolvere è infatti quello dell'autonomia dei veicoli (al momento facciamo batterie davvero scadenti come capacità di accumulo).
 
Così Better Place propone un abbonamento alla rete di fornitura di elettricità per auto (prodotta principalmente da fonti rinnovabili) simile a quello che si fa con il gestore del proprio telefonino. Vari pacchetti in base alle necessità e ai consumi e un potenete software che si occupa di fare tutti i calcoli di autonomia (piuttosto complessi) al nostro posto.
 
Il tutto è certamente macchinoso, ma utilizza tecnologie industrialmente mature e pronte all'uso (quindi potenzialmente applicabili immediatamente anche su grande scala) e sembrerebbe in grado di risolvere tutti i problemi di base.
 
Dulcis in fundo, il progetto incorpora molti processi derivanti dalle esperienze del social networking e del pensiero collettivo. Questo elemento continua a tornare in tutte le migiori "cose nuove" che si vedono in circolazione, sembra davvero fare la differenza quando diventa il motore di un processo.
 
Per chi volesse approfondire c'è un bell'articolo anche su Wired del mese scorso. Vediamo come andrà alle Hawaii, il progetto è così ambizioso e ispirato che vale certamente la pena di seguirlo.

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sostenibilità | 06/11/2008 16.56
Coal Finger - Un colossal by Greenpeace


 
:-)

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sostenibilità | 31/10/2008 11.56
Storia delle cose


 
Per vederlo tutto, con una dimensione schermo maggiore e una comoda suddivisione dei capitoli (sempre però in inglese) potete andare qui.
 
Il progetto è sotto licenza Creative Commons e gli autori forniscono utilissimi materiali di supporto per chi volesse doppiare, sottotitolare o utilizzare il filmato a scopi non commerciali.
 
La versione doppiata in italiano la trovate invece qui: prima parte, seconda parte, terza parte.

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sostenibilità | 02/09/2008 07.00
La campagna WE


 
Vediamo che succede alla prossime elezioni USA.

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sostenibilità | 25/08/2008 10.37
Polmoni verdi per il WWF


 
Siamo tornati.

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sostenibilità | 27/06/2008 15.55
I palloncini australiani


 

 
Molto efficace questa campagna australiana di sensibilizzazione rispetto alle emissioni di co2 prodotte dalle più comuni attività domestiche.
 
L'iniziativa è promossa dal Victoria Government che nell'ambito della stessa campagna ha dato vita anche al sito Saveenergy

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sostenibilità | 11/06/2008 9.48
Un manifesto del design sostenibile


 
Allan Chochinov prova a stilare in 1000 parole esatte un manifesto del design sostenibile. Forse non è perfetto, magari non è completo, ma c'è molto buon senso e sono toccati molti dei punti che ritengo più importanti (se trovo il tempo lo traduco anche in italiano - se qualcuno ha più tempo di me lo traduca e me lo mandi che lo pubblico).

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sostenibilità | 09/06/2008 14.18
The Animal save the Planet


 
Dai creatori di Wallace & Gromit una serie di microcartoons sulla sostenibilità: The Animals save the Planet. Obbligatori!

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sostenibilità | 19/05/2008 16.12
Quanti siamo?


 
Se si guardano i dati del nostro mondo tutti assieme fanno un po' impressione.

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sostenibilità | 22/04/2008 07.00
The Earth Day


 
50 ways

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sostenibilità | 05/04/2008 07.00
Differenziata francese


 
Molto efficace il taglio di questa campagna francese per la promozione della campagna differenziata dei rifiuti. Il problema della differenziazione dei rifiuti è spesso vissuto come ulteriore incombenza nella vita già piena di cose da fare.
 
Questo approccio ha il grandissimo pregio di risultare immediato, didattico e semplificante. Un bravi alla McCann di Parigi. Spero che qualcuno qui copi.
 

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sostenibilità | 12/03/2008 16.46
Linee guida etichettatura ambientale

L'Istituo Italiano Imballaggio ha pubblicato le sue "Linee Guida per l'Etichettatura Ambientale degli Imballaggi". Documento tanto utile quanto scoraggiante, perché evidenzia la giungla di simbologie in uso e la difficoltà di interpretazione che queste producono.
 
In attesa che qualcuno si accorga del problema e metta un po' di ordine è comunque un punto di riferimento utile.
 
Scaricatelo.

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sostenibilità | 14/01/2008 17.55
Ci illuminiamo meglio


 
Nel 2008 la nostra adesione a M'illumino di meno si concretizza con il passaggio definitivo a un'energia più simpatica e sostenibile. Da fine agosto 2007, infatti, Luoghinoncomuni funziona esclusivamente a energia rinnovabile, grazie a un piccolo fornitore che Jacopo ha selezionato tra i tanti possibili.
 
Per chi se lo stesse chiedendo, il passaggio è stato indolore, le garanzie sulle origini dell'energia sono quanto di meglio si potesse sperare di ottenere in Italia, il contratto non è male e il risparmio (a parità di energia consumata) è trascurabile (non lo si fa certo per quello).
 
Non mi interessa fare pubblicità a questo fornitore in particolare, ma sottolineare il fatto che aderire a questo tipo di offerte produce un segnale di mercato e contribuisce a creare una migliore coscienza ambientale nel paese. Quindi fatelo, con chi vi pare, ma fatelo.

TT:

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sostenibilità | 29/12/2007 15.07
Simboli per il riciclaggio dei materiali


 
Per cominciare bene il 2008, propongo una campagna di sensibilizzazione rispetto al riciclaggio dei rifiuti.
 
Non vorrei spendere parole sull'utilità della cosa in sé (che considero scontata), ma sul fatto che in Italia (ma non solo) ancora non si è deciso uno standard che aiuti i consumatori a capire come riciclare ciò che si trovano in mano.
 
Il risultato evidente è che, anche se si è intenzionati a differenziare i rifiuti, non si riesce a farlo perché non si capisce di che materiali sono composti, o si sbaglia e li si separa male.
 
La cosa paradossale è che l'Europa ha emanato delle indicazioni in merito nel lontano 1997, dando indicazioni per l'uso di una codifica standardizzata da utilizzare a questo scopo (senza però obbligare i paesi membri a utilizzarla).
 
I simboli europei sono sempre più spesso sintetizzati in questa forma grafica:
 

 
Potremmo discutere ore per decidere se siano belli o brutti, ma credo che possano sicuramente essere funzionali allo scopo.
 
Le freccette a triangolo esprimono il concetto di riciclaggio, le lettere sotto il triangolo indicano la categoria generale del materiale dal termine inglese che lo individua (GL = Glass; PAP = Paper; PET = Polietilenetereftalato; ecc.), il numero specifica in modo più preciso il tipo di materiale (70 GL = Vetro bianco).
 
Per avere il quadro completo della simbologia vi rimando a questa pagina riassuntiva su Wikipedia o al testo della Decisione 28 gennaio 1997, n. 97/129/CE.
 
Se i codici ci sono, è ora di cominciare a usarli. Faccio appello ai colleghi perché stimolino i clienti in tal senso ogni volta che si procede alla realizzazione di un nuovo packaging (noi lo stiamo già facendo).
 
Non avendo trovato un template ufficiale di questa simbologia, ne metto a disposizione uno vettoriale realizzato per i nostri usi (il file è salvato in Adobe Illustrator 88 per cercare di facilitare anche chi non ha software molto aggiornato). Quindi ora non avete nemmeno la scusa della pigrizia.
 
Template AI Codici Internazionale Riciclaggio
 
Ogni azienda si muove oggi come le pare (vedi la foto in alto) e si genera un enorme confusione. Alla fine ne risentono l'ambiente, la nostra salute e il futuro del pianeta.
 
Chiunque avesse notizie migliori delle mie o contributi utili ad approfondire il tema mi faccia sapere in modo che io possa correggere o aggiornare questo post nel tempo.

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sostenibilità | 31/10/2007 15.31
Asciugati con il sudamerica


 
La campagna della Saatchi & Saatchi di Copenhagen (vista qui) non ha bisogno di commenti.
 
E' interessante aggiungere che gli esperti di sostenibilità, dopo lunghi studi sul tema, non sono riusciti a stabilire se siano più sostenibili le salviette di carta o gli asciugatori ad aria calda. Nel dubbio, sventolate le mani in aria per un po' è un gesto a impatto zero.

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sostenibilità | 03/08/2007 7.10
Le lampadine uccidono l'ambiente


 

"Ordinary bulbs are killing the environment. Just one simple act on your part can stop the climate crisis: switch to Compact Florescent lamps. Find out more at www.banthebulb.in"

 
La body di questo annuncio di Greenpeace recita "Le lampadine normali stanno uccidendo l'ambiente. Basta un tuo piccolo gesto per fermare la crisi climatica: passa alle lampadine compatte a fluourescenza. Scorpi di più su www.banthebulb.in.
 
Ricordo a tutti che le lampadine ad alta efficienza consumano circa l'80% in meno, a parità di luce prodotta, di quelle a incandescenza (vuol dire che abbattono dell'80% l'emissione di co2). Inoltre durano molto, molto, molto più a lungo, quindi il maggiore costo all'acquisto si amortizza nel corso delle vita della lampada.
 
Se avete ancora lampade a incandescenza, cominciate a sentirvi in colpa e sostituitele subito. Sono moralmente insostenibili...
 
Via twentyfour. Agenzia: TBWA\RAAD, Dubai
 
PS: Grazie dei commenti che mi spingono a completare l'informazione. L'UE ha proposto l'abolizione delle lampadine ad incandescenza entro il 2009. Vediamo se si riuscirà a raggiungere l'obiettivo (ma ovviamente ci sono enormi interessi in gioco). Si stima che se nei 27 paesi UE venissero sostituite tutte le lampadine a incandescenza in uso si risparmierebbero circa 46 milioni di tonnellate di emissione di co2 all'anno, risparmiando 14 miliardi di euro di energia eletttrica.
 
Per quanto riguarda il risparmio domestico, il risultato sulla bolletta è più o meno apprezzabile a seconda dello stile di consumo della famiglia e di molti altri fattori accessori (io con la sostituzione di tutte le lampade e lo spegnimento degli stand-by risparmio circa 30 euro a bimestre).

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sostenibilità | 19/06/2007 12.05
Stockexchangeofvisions


 
Stockexchange of Visions è un nuovo progetto di FABRICA in cui trovano spazio le "visioni" di alcuni brillanti pensatori del nostro tempo in merito al futuro del pianeta.
 

"Stock Exchange of Visions creates a dialogue between world's brightest minds and a broader audience interested in the future of our planet."

 
Il progetto è come sempre elegante, i contenuti molto interessanti. Spero si riveli anche efficace nel produrre una sana circolazione delle idee.

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sostenibilità | 13/04/2007 11.20
Il pianeta si riscalda e Second Life si allaga


 
Tokyo, Amsterdam e Ibiza sono state sommerse dalle acque a causa del riscaldamento globale e del conseguente innalzamento degli oceani. Il tutto è accaduto il 4 aprile in Second Life, una intelligente campagna di sensibilizzazione organizzata in collaborazione con Adventure Ecology e prontamente rimbalzata nei circuiti mediatici di tutto il mondo.
 
Via Inhabitat

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sostenibilità | 16/02/2007 8.25
Aderite!

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sostenibilità | 05/02/2007 7.06
Culla cartotecnica


 
Mmmm... staremo forse esagerando? Sarà pure "sostenibile", ma mi fa un po' tristezza. In ogni caso, si compra qui e costa pure parecchio (107 dollari). Comunque ricordate di rimuovere il bambino prima di infilare il tutto nella campana della carta.

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sostenibilità | 15/01/2007 21.54
Aderisco!

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sostenibilità | 06/01/2007 7.31
Diesel: Global Warming Ready


 

 

 
Che la pubblicità possa fare qualcosa di buono per il mondo? Questa ultima campagna Diesel (creatività di Diesel Creative Team e Gossip) fa ben sperare. Il tema è affrontato con ironia e probabilmente produrrà contemporaneamente un forte aumento della consapevolezza del problema e un buon ritorno commerciale per Diesel.
 
Paradossalmente, se la pubblicità di un marchio così 'cool' parla di riscaldamento globale, questo vale di più della voce dei mille scienziati di tutto il mondo che da anni ci avvertono del problema. Se ne parla la pubblicità, allora è vero.

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sostenibilità | 11/12/2006 8.10
At this rate


 
"Ogni secondo perdiamo un area della dimensione di un campo da calcio. Ogni minuto perdiamo un'area 20 volte la Sydney Opera House. Ogni ora perdiamo un area delle dimensionei di Central London. Ogni giorno perdiamo un'area più vasta dei cinque quartieri che compongono New York City. Ogni settimana perdiamo un area di 21 volte la superficie di Parigi. Ogni mese perdiamo un'area grande come 102 volte Barcellona. Ogni anno perdiamo un'area grande tre volte lo Sri Lanka."
 
Sono felice di vedere che sono sempre di più i creativi che impegnano il proprio talento a sostegno delle tematiche ambientali. "At this rate" è un progetto di sensibilizzazione nei confronti della progressiva distruzione delle foreste pluviali.
 
Quello che ho tradotto qui sopra è l'incipit della breve dichiarazione d'intenti che ne spiega le ragioni e le finalità. Dal lavoro del fotografo Giles Revell e del designer Matt Willey sono nati un libro e alcuni poster che sono commercializzati per sostenere le attività del Rainforest Action Network.
 

 
Colgo l'occasione per invitare tutti i "colleghi" a utilizzare nei prorpi progetti carta certificata Forest Stewardship Council (FSC) oggi (finalmente) ampiamente disponibile anche in Italia.

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sostenibilità | 04/12/2006 11.02
Affari interni: raccolta differenziata


 
Ricordo a tutti che oggi inizia la raccolta differenziata in regime GESTAPO (non come fino ad ora). I non collaboranti subiranno ritorsioni di ogni genere. Grazie dell'attenzione.

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sostenibilità | 20/11/2006 13.53
Usa solo quello che ti serve


 
A volte mi chiedo quale può essere il contributo dei comunicatori ai problemi della sostenibilità. Credo che questa campagna per la società delle acque di Denver (Denver Water) rappresenti un'ottima risposta.
 

 

 

 
Via ADG.
Agenzia: Sukle Advertising (grazie markettara)

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sostenibilità | 04/09/2006 7.00
La giostra dell'acqua


 
Questa è un'idea geniale e meravigliosamente semplice. Play Pumps è un'assiociazione non-profit che costruisce giostre per bambini che mentre girano estraggono acqua da un pozzo. I bambini si divertono e il villaggio dispone di acqua potabile e sicura. Il progetto è attivo dal 1994 e sono già state installate cica 700 pompe.
 
Tutti possono contribuire all'iniziativa con una donazione, considerando che con cifre ridicole si possono fare cose grandiose. Per esempio con 6 dollari si soddisfa il fabbisogno di acqua di una persona per 10 anni.
 
Quindi io vado e dono.

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sostenibilità | 24/07/2006 7.00
Bamboo Clothing


 
Ancora una notizia UK e ancora sulla sostenibilità. Bamboo Clothing propone una linea di abbigliamento realizzata in fibra di bambù. La tecnica per ottenere fibre tessili da questo vegetale è recentissima, il materialo ottenuto è estremamente morbido e confortevole (io non ho toccato con mano e riporto quanto l'azienda dichiara), e con caratteristiche simili a quelle del cotone.
 
Ma soprattutto, il processo di produzione sembra estremamente sostenibile. Il bambù cresce in modo spontaneo senza uso di pesticidi, concimi chimici o altri trattamenti. La compagnia ottiene la materia prima in Cina e la lavora attraverso una filiera che viene definita etica. Se è tutto vero si tratta proprio di buone notizie.
 
Via Cool Hunting

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sostenibilità | 19/07/2006 13.47
La bottiglia biodegradabile


 
Ecco Belu un progetto UK molto interessante basato su una bottiglia per acqua minerale completamente biodegradabile (il tappo non lo è, peccato). Il materiale di cui è composta viene estratto dal mais, rimane stabile e affidabile nelle normali condizioni di stoccaggio e si degrada se inserito in un ciclo di compostaggio che preveda il giusto grado di umidità, calore e presenza di microorganismi.
 
In realtà questi materiali (al esempio il Mater-Bi) esistono da tempo ed è possibile reperire in commercio molti articoli bastati su polimeri biodegradabili ricavati da materie prime vegetali. Potete avere un assaggio sul sito di Qui Bio (non sono affiliato e non percepirò denaro a fronte della vostra visita).
 
Peccato che queste soluzioni rimangono confinate in una nicchia molto limitata di utilizzi e stentano a rubare quote di mercato alle plastiche derivate da idrocarburi. Recentemente però le grandi multinazionali stanno cominciando ad adottare politiche più attente alle tematiche di sostenibilità. CocaCola, ad esempio, ha adottato stoviglie biodegradabili monouso per tutti gli eventi delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006.

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