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fatti | 04/01/2007 12.18
Ogni fine ha un inizio

Ho letto il post di saluto di filter l’ultimo giorno lavorativo del 2006, e ho lasciato il nuovo “palazzo” quasi commosso. In questi giorni sono stato lontano dalla rete, quindi rispondo oggi che è il mio primo giorno lavorativo del 2007, raccontando la storia che in questi anni ho ripetuto spesso con piacere, ovvero l'inizio di quattro splendidi anni di lavoro.
 
Io ho trovato lavoro in chat. Ero a Bologna da qualche mese, e lavoravo in alcuni bar presenti nei centri commerciali, fino a che i miei capelli lunghi non hanno iniziato ad essere un problema. A niente sono valse le mie richieste di “pari opportunità”: dato che le mie colleghe portavano i capelli lunghi e un cappellino, volevo il cappellino anche io. Mi è stato fatto capire che la collaborazione era chiusa.
 
Raccontavo questa storia in una chat molto ristretta, legata a un sito e a un programma radiofonico dello “scatolone di Stato”, quando un moderatore, filter appunto, mi ha contattato in pvt dicendo più o meno: “Sono di Bologna, per il lavoro che faccio ho molti contatti, magari posso esserti d’aiuto”. Così ho iniziato a parlare di me, degli studi che facevo, dei lavori che negli anni avevo fatto. Alla fine della chattata avevo un colloquio di lavoro con lo stesso filter.
 
Mi sono presentato in Via Oberdan in un caldo pomeriggio di luglio, e la prima impressione è stata ottima. Sono stato accolto in bermuda in un ufficio colorato con tre scrivanie, di cui una vuota. Ancora non sapevo che sarebbe stata la mia per parecchi mesi, fino al trasloco in via Santo Stefano, più o meno.
 
Questo post, oltre che un ricordo e un saluto, è anche l’occasione per ringraziare chi ha dato fiducia a un giovanissimo studente, oltretutto di Scienze della Comunicazione, che a solo 21 anni ha potuto esibire un suo biglietto da visita!
 
Ps: i capelli, poi, li ho tagliati una settimana dopo essere stato “licenziato”. Così, per sfizio.

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pubblicità | 18/12/2006 17.09
Cupo egg-vertising

Le uova in pubblicità vivono un momento d'oro, ne ha già parlato filter (vedi qui e qui).
 
In questo inquietante spot della Ps3 invece vengono un pò, come dire, sbattute.
 

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libri | 11/12/2006 13.19
Oltre il muro

Qualche giorno fa filter si chiedeva dove sarebbe arrivato Fincipit, il gioco lanciato da Eio e rimbalzato su repubblica.it, sfondando il muro dei media tradizionali.
E' appena arrivata la notizia che Fincipit diventerà un medium tradizionale.
 
Pare proprio che presto potremo sfogliarlo, stampato su carta, nella collana scrittomisto. Un libro, insomma. Di quelli veri.

TT:

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pubblicità | 20/09/2006 11.14
Cadute (di stile)



In una nazione in cui i morti sul lavoro sono più di quelli sulle strade, e in cui la caduta da grandi altezze è la prima causa delle morti bianche, uno spot come questo è di un cattivo gusto esemplare.
 
Pensate allo stesso tema ma in campo automobilistico: asfalto bagnato, due auto a velocità folli, curva, stridere di freni e fischio di gomme, uno scontro frontale tremendo, lamiere accartocciate. I due guidatori scendono sorridenti e si stringono la mano, tanto hanno l'assicurazione. Non vi suona male?

TT:

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comunicazione | 10/07/2006 12.25
MediaMarketing Mondiale

Si fa un gran parlare, io per primo nei giorni scorsi, dell'ormai famosissima offerta "boomerang" di MediaWorld sui televisori Lcd dai 32 pollici in su legata alla vittoria della nazionale ai campionati del mondo (a proposito, l'abbiamo vinti!).

Corriere, Repubblica, molti altri giornali, blog e affini ne hanno parlato moltissimo (e già questa è una buona rete di MW). Di certo si sa che durante il periodo della promozione MW ha venduto il 30% in più di tv e strumentazioni collegate: del resto, già che fai il finanziamento, che vuoi che siano qualche centinaio di euro in aggiunta (seconda rete di MW)?.

In molti ironizzano sul povero direttore marketing che ha proposto o accettato quest'offerta, altri sostengono che MW avrebbe scommesso sugli azzurri dai Lloyd a Londra una cifra tale da garantire il pareggio di bilancio della promozione in ogni caso. Altri ancora cercano di dividere tra fornitori, direttori di negozio e MW stessa le perdite.

Ne ho parlato con un ragazzo che lavora per la concorrenza, e mi ha detto due o tre cose interessanti. MediaWorld è la declinazione italiana di un distributore internazionale di nome Media Markt: come si vede bene dalla cartina, è presente in ben 15 paesi europei. Di questi, una decina si sono qualificati per i mondiali. L'idea di MW (o MM, se preferite) è stata molto semplice ma geniale: i campionati del mondo li vince una squadra sola, l'offerta la facciamo in 10 paesi. Perdere in uno e guadagnare in nove significa guadagnare (terza rete). Inoltre passiamo per quelli che fanno felici i loro clienti, per quelli che tengono alla nazionale anche a costo di perdere profitti...Ingenui ma di cuore, insomma.

Direi che questa partita MW-MM l'ha vinta per 4-0 sulla concorrenza e per 12-0 sull'informazione che continua a ampliarne l'effetto già di per sè positivo. Complimenti.

p.s: realisticamente, per avere una tv gratis in Svizzera non c'era bisogno di vincere la coppa, bastava arrivare agli ottavi!

TT:

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comunicazione | 20/06/2006 9.46
Non guardare Mtv!

cabecera

L'immagine che vedete è la testata del sito di un'associazione spagnola, tradotta a caso direi l' "Associazione Nuova Rinascita - per una gioventù senza peccato": hanno un sito internet dalla Url eloquente: nomiresmtv.com. Non guardare Mtv. Perchè Mtv, trasmettendo video ad alto contenuto erotico, istiga alla masturbazione e al sesso libero. I giovani dell'associazione, invece, passano la serata a giocare a dadi, a ramino, e in coppia suonano la chitarra e cantano insieme, almeno fino al matrimonio. Anche se si amano, come spiega bene il loro inno, dal meraviglioso video.



Dov'è la notizia? Il mondo è pieno di associazioni pro-verginità e di circoli cattolici o bacchettoni. La cosa divertente è che tutto questo divertentissimo teatrino l'ha messo in piedi proprio Mtv Spagna.

Zapatero nonostante, la Spagna resta un paese fortemente cattolico, mi chiedo come mai abbiano deciso una strategia di comunicazione di questo tipo.

TT:

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comunicazione | 05/12/2005 15.51
Il giro del meme

Ho incontrato il termine meme per la prima volta studiando i testi di preparazione per la mia tesi(na) sui blog. E' un concetto semplice e affascinante. Volendone dare una definizione, si può usare quella di Wikipedia:

"Un meme è un'unità di informazione che è in grado di replicarsi da una mente o un supporto simbolico di memoria - per esempio un libro - ad un'altra mente o supporto. [...] Un meme può essere parte di un'idea, una lingua, una melodia, una forma, un'abilità, un valore morale o estetico; può essere in genere qualsiasi cosa può essere comunemente imparata e trasmessa ad altri come un'unità. [...] Come l'evoluzione genetica, anche l'evoluzione memetica non può avvenire senza mutazioni. [...]Nell'uso generale, il termine meme è usato per indicare un qualsiasi pezzo di informazione che viene trasmesso da una mente ad un'altra."

Per chi fosse interessato, la definizione completa è qui. Ci sono anche degli esempi interessanti (canzoni, barzellette, proverbi, catene virali, religioni, film...).

La rete è un veicolo incredibile per diffondere idee, memi. A volte è divertente seguirne uno per un pò, vedere dove arriva, tenere traccia delle traiettorie e dei risultati.

Parto io con un esempio piccolino, mi piacerebbe si diffondesse il meme de "Il giro del meme"

Il 24 novembre scorso ricevo una mail stringata da A.:

"www.thehurricaneposterproject.com
Molto bello, collettivo di designer per raccogliere fondi per le vittime dell'uragano Katrina.
I poster sono bellissimi, dai un occhio"


Arriva alle 16:27, corredata da una splendida immagine. Io sono di fretta e giro l'informazione a filter, che apprezza e ne fa un breve post. Sceglie però un'altra immagine.

Il giorno dopo, trovo tre minuti e ne faccio anch'io cenno in un post a punti del mio blog personale.

Nel frattempo però filter, che non so perchè è in contatto con quelli di fabrica, gira l'informazione a loro che ne parlano il 1 dicembre sul loro blog, aggiungendo un pò di quelle informazioni che noi non ci eravamo curati di dare. Anche loro scelgono un'immagine diversa.

Ora il meme partito dalla mail di A. è arrivato (modificato) al blog di fabrica ed è pronto a ripartire da un sito che vanta molti più accessi dei nostri blog.
L'informazione è in movimento, e gira, gira, gira...

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fatti | 18/11/2005 13.55
Quanto vale un euro?

In tempi in cui si diffondono libri che discettano in maniera freak di economia, grazie a lui ho scoperto un' interessante definizione di quanto valga un Euro.

Più di quel che credessi...

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libri | 11/11/2005
Questa storia...

1. Oggi esce il nuovo libro di Baricco, "Questa storia".
2. Baricco scrive spesso per Repubblica.
3. Repubblica ricambia dedicandogli una pagina intera nella sezione cultura, e affidando la recensione a uno dei collaboratori più conosciuti e apprezzati: Michele Serra.
4. Solo che a Michele Serra Baricco non piace.
5. Evidentemente però a Michele Serra è stato sconsigliato vivamente di stroncare il suddetto libro di Baricco.

Queste sono le premesse. Se prendete Repubblica di oggi e andate a pagina 59 potrete leggere il risultato: un'articolessa lunghissima in cui Serra distrugge Baricco parlandone bene. Mesi fa la stessa cosa l'aveva fatta Scalfari in persona parlando di "Omero, Iliade".

Non sarebbe più onesto evitare questi tripli tuffi carpiati con rientro a destra e mettere un disclaimer agli articoli futuri di Baricco tipo:

"Quest'uomo non ci piace, nè a livello artistico nè a livello umano. Se l'ospitiamo in prima pagina è solo perchè a voi beduini invece sì. Leggetelo pure e spargete la voce come fate sempre. Noi venderemo più copie, voi leggerete il vostro idolo. Alla fine saremo tutti più contenti.
Ma non chiedeteci di parlarne bene, per favore."

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musica | 11/11/2005
Applausi alla memoria

Carlo Moretti su Repubblica (cartacea) di oggi:

"A 64 (anni) ha il carisma del mito ma mantiene l'energia di un ragazzo, ancora capace di trascinare nel suo mondo anche gli spettatori più giovani

Ecco, non è andata proprio così.

Il Palamalaguti era tristemente semivuoto, sulle gradinate i posti numerati, in platea posti in piedi e più economici, l'ala "giovane" del pubblico. Da lì non ho visto, nè sentito, persone trascinate nel mondo di Bob Dylan. E' che non era affatto il mondo che avevamo previsto.
Colpa nostra, diranno i dylaniani duri e puri, noi che di Bob Dylan abbiamo o raccolte o bootleg, noi che gli ultimi album non li abbiamo sentiti mai e che siamo andati a rendere omaggio all'uomo e alla carriera, alla storia e all'icona. Ma la scaletta ci ha spiazzati tutti: la speranza era di conoscere almeno un pezzo su tre, invece sotto al palco girava sempre la stessa domanda: "La conosci, questa?". La risposta, almeno fino ai bis, sempre la stessa.

E' vero, la band era eccezionale, la scenografia scarna ma efficace, suggestiva quasi. E' vero anche che non è mancato il calore del pubblico, gli applausi dopo ogni pezzo e qualche urletto qua e là. Ma erano applausi alla memoria.

Magari è stato un concerto magnifico, per i conoscitori e gli intenditori, non lo so. A me ha dato la stessa impressione che può dare vedere un film che sai essere splendido, ma in una lingua che non conosci.

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fatti | 10/10/2005
Lapo e Kate

Ora voglio vedere Mentana, Panorama e tutta l'informazione italiana occuparsi del caso Lapo esattamente come si sono occupati del caso Kate Moss.

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web | 10/10/2005
Google Reader

Se avete una Gmail (e se non l'avete potete chiedermela, chè ho ancora 100 inviti) da oggi potete usufruire, gratuitamente, del nuovo Google Reader di feed Rss. Non è proprio intuitivo come il resto dei prodotti Google, ma fa il suo dovere.
 
E per chi, come il sottoscritto, usa computer Apple ma non vuole spendere i 25 $ per utilizzare l'ottimo NetNewsWire può andar più che bene...

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fatti | 09/10/2005
Natale

Che poi io avevo acceso il computer ed ero entrato in Splinder solo per dirvi che all'Ipercoop Centro Lame, a Bologna, hanno già tirato fuori i panettoni e i pandori: se non potete permettervi di comprare tutto a dicembre, potete quindi fare scorte già da ora, e a prezzi scontati.
 
E ora venitemi a dire che questo non è un blog di servizio...

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tv | 09/10/2005
Rai life

Capita di essere insonni in un sabato sera di ottobre, a bologna, con la pioggia che cade da quattro giorni praticamente senza interruzione. Capita anche di fare zapping in tv, tra un dvd e l'altro, e di imbattersi nella decima puntata di un programma che si intitola Rai Life. Pare che dovrebbe salvare la vita ai giovani, convincendoli di quanto sia out lo sballo.
 
Peccato quindi che tale nobile intento si vada ad infrangere nella coduzione di uno coi capelli da Big Jim (ma proprio uguali, di plastica) che non sa cosa dire e come dirlo, in un parterre di ospiti tremendo, ggiovani semifamosi in preda a raptus acuti di banalità e denuncie che neanche Ruini si sognerebbe di fare. L'unico che si salva è il più anziano di tutti, Nino Marazzita, uno psicologo che dice cose non rivoluzionare, ma almeno sensate, e che per questo finisce per sembrare il trasgressivo della trasmissione.
 
E' veramente triste che la tv si affidi a canoni ciellini per parlare di cose serie, importanti, e assuma un tono che neanche nelle sacrestie. L'unica consolazione è che, a parte me, probabilmente questo programma non lo sta guardando nessuno...

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web | 03/10/2005
Phishing

Del perchè non sono caduto nel tentativo di phishing (sembra una pratica erotica...) che ho trovato nella mia mail:
 
1. perchè nello stesso giorno mi è arrivata la mail di bancoposta e di banca sella, e io non ho un conto con banca sella.
 
2. perchè dalla gente cui affido i miei (pochi) soldi non mi aspetto l'onestà, ma almeno che sappiano l'italiano:
 
Caro xxxx@xxxx.it,
 
Recentemente abbiamo notato uno o più tentativi di entrare al vostro conto di BancoPostaonline da un IP indirizzo differente.
Se recentemente accedeste al vostro conto mentre viaggiavate, i tentativi insoliti di accedere a vostro Conto BancoPosta possono essere iniziati da voi.
Tuttavia, visiti prego appena possibile BancoPostaonline per controllare le vostre informazioni di conto:
 
link fasullo ma fatto bene
 
Ringraziamenti per vostra pazienza.
BancoPosta.
 
Non risponda prego a questo E-mail. Il E-mail trasmesso a questo indirizzo non può essere risposto a.

 
Efettivamente la pagina cui rimandano è identica a quella delle poste, ma per pescare i miei dati e convincermi sarebbe meglio evitare le traduzioni automatiche...
 
Non commenta prego a questo post. Il post trasmesso a questo blog non può essere commentato a.

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cinema | 02/10/2005
La fabbrica di cioccolato

Volevo preparare un triplice post commentando tutte le fabbriche di cioccolato: quella originaria di Roald Dahl (il libro del 1964) il film stupefacente del 1971 (che per onestà forse si doveva chiamare Willy Wonka e Lo Stabilimento Dolciario, ve lo ricordate il viaggio in barca?) e il (brutto) remake di Tim Burton. Ma in fondo il concetto che volevo esprimere è uno solo: forse la fantasia di Tim Burton non è adatta ai remake: ha bisogno del suo mondo, e arranca a convivere con immaginari diversi dal suo.
Sarà per questo che il suo Willy Wonka è il più irrisolto, con quel padre dentista appicicato con lo scotch a una storia che non ne aveva assolutamente bisogno, con quell’atteggiamento straniato eccessivo…. Sarà per questo che la fabbrica, in teoria un trionfo di colori, è dominata dalle pareti grige e da macchinari troppo freddi.
La cosa peggiore è che la trama corre ma il film non ha assolutamente ritmo, sembra fatto a salti.
Peccato, perchè gli attori sono eccezionali, le possibilità erano tantissime e le aspettative (forse troppo) alte…
 
Per fortuna sono convinto che, tra poco, “La sposa cadavere” ci ridarà il Burton migliore…
 
Alcuni link utili:
Il libro.
Il sito del vecchio film.
Il dvd del vecchio film.
Il sito del nuovo film.
Il nuovo Umpa Lumpa.

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cinema | 19/09/2005
Sabina Guzzanti contro l'impero mediatico

"Viva Zapatero" è, nonostante il titolo, uno splendido documentario. Si pone un obiettivo piccolo, spiegare un solo, importante problema: la minaccia alla libertà d'espressione e la tentazione censoria della classe dirigente.
Sabina Guzzanti naturalmente lo fa a suo modo, con ironia e sarcasmo, ma senza invadere troppo lo schermo, lasciando che siano i fatti e i personaggi intervistati a parlare. Ogni tanto intermezza gli originali con le sue imitazioni, ma la maggior parte delle volte non c'è bisogno: la pochezza di questi nostri potenti è talmente evidente che bastano loro, per far ridere.
Interessante per noi pubblico abituato al nulla della programmazione telesiva nostrana, il confronto con gli altri paesi: in Francia si concedono il lusso di prendere in giro Chirac tutte le sere, alle otto, con cattiveria e intelligenza. Dall’Inghilterra invece arriva un piccolo gioiello di satira antimilitarista: anche lì nessuno si sognerebbe mai di censurare un programma comico.
 
Il pubblico, scaldato dalla presenza dell'autrice in sala, si appassiona e si diverte, prendendo mentalmente appunti quando, in certi passaggi, è la pochezza dell'opposizione a emergere (durante l'intervento di Violante anche i pop corn erano attenti e concentrati...). .
 
Sabina Guzzanti stupisce ancora, girando un documentario stile Michael Moore meglio di Michael Moore..
 
p.s: dalla Germania arriva un consiglio ai nostri giornalisti: è la seconda domanda quella importante, non la prima.

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fatti | 16/09/2005
Prima le donne e i bambini

In questi giorni le notizie sull'influenza aviaria sono tante, confuse, appaiono e scompaiono, prima terrorizzano, poi minimizzano. Sembra stiano preparando un archivio buono per ogni evenienza. Milioni di morti? L'avevamo previsto, ci han dato delle Cassandre! Nessuna infezione? I soliti catastrofisti, buoni solo a spaventar la gente. E così di scenario in scenario.
Oggi il Corriere prova a fare chiarezza su alcuni punti intervistando Giovanni Rezza dell'Istituto Superiore della Sanità. Il dialogo lo trovate qui.
Trascrivo solo l'ultima parte:
 
In Inghilterra hanno stabilito che il vaccino disponibile sarà dato prima a medici e altri operatori sanitari, poi alle forze dell'ordine, infine a parlamentari e giornalisti. In Italia c'è qualche criterio del genere che verrà seguito?
Non so se sia vero. Ma credo che la strategia più ragionevole sia: prima agi operatori sanitari perché sono contatto con i malati, poi a chi lavora nelle comunità, poi nelle scuole. Parlamentari e giornalisti… ci penserei più di due volte.

Ci penserei due volte anch'io, una volta non si diceva "prima le donne e i bambini"?
Giusto gli operatori medici, le forze dell'ordine magari per evitare disastri tipo questo...a fatica, posso anche arrivare a capirlo.
Ma i giornalisti e i parlamentari, non ci riesco: così i primi dichiarano lo stato d'emergenza e i secondi ce lo comunicano?
Forse son più importanti i fornai, che il pane caldo serve più di un editoriale di Scalfari, in certi frangenti, secondo me...

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libri | 15/09/2005
Incendiary

“Caro Osama
ti vogliono vivo o morto così il terrore finirà. Be', di questo non ne sono tanto certa insomma il rock'n'roll non è mica finito quando Elvis è morto sul cesso è solo peggiorato. E subito dopo ti ritrovi con Sonny & Cher…”

 
7 luglio, Londra: mentre nelle metropolitane e nei bus scoppiava l’inferno, nei magazzini era pronto per la distribuzione Incendiary, il primo libro di Chris Cleave. Prima di quella mattina, il libro era solamente una storia, un’idea: “e se facessero un’attentato in Inghilterra?”.
In contemporanea con l’uscita nelle librerie, quell’idea stava diventando cronaca. Se fosse il film di un regista mediocre, il tutto sarebbe montato in parallelo (paura, eh?).
 
Sembra cinico, ma a livello di marketing non poteva esistere volano migliore. Immediatamente il libro è entrato in moltissimi articoli sui quotidiani di tutto il mondo: da noi Repubblica ne ha pubblicato alcuni estratti già l’11 luglio. Per tutti questo è “il libro che ha profetizzato gli attacchi londinesi”.
 
Non so qual è il valore reale del testo, ma siccome con me, per incuriosirmi, basta poco, io l’ho comprato. Ora lo leggo, poi vi dirò…
 

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tecnologia | 15/09/2005
Te lo ricordi te il vinile?

Da queste parti si è fanatici Apple e non assidui frequentatori di discoteche. Non si è mai partecipato appieno al rito collettivo del sabato sera, non si è mai visto nel Dj il sacerdote di qualche rito. Ogni tanto si va in posti dove mettono musica Rock, niente di ricercato (per chi conosce Bologna: Villa Serena, Estragon...posti così).
Beninteso che quanto detto finora non è un considerato un merito.
 
Tutta questa premessa solo per dire che mi ha stupito la tristezza che mi è salita dopo aver risposto all'invito del buon A. e aver visitato questo sito.
 
Non cambierà nulla nelle mie abitudini, e poi la selezione musicale ha già affiancato ai dischi il portatile, gli mp3 e i cd, questo lo so, eppure l'apparecchio di cui sopra, seppur corredato di due splendidi iPod, emana una freddezza fastidiosa.
 
Forse è solo l'idea che il Dj non girerà più con le borse piene ma con un gingillo da 500 Euro in tasca, che potrà creare una playlist al mese e far solo finta di selezionare e miscelare suoni, l'idea che così son buoni tutti.
Dai, è troppo facile così...

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blogs | 14/09/2005 16.49
Son cose belle

Era un pò che non mi capitava di trovare un blog interessante al punto da leggermi tutti, dico tutti, gli archivi. Ultimamente mi è capitato solo con e io che mi pensavo.
 
Sarà pure scema, come cosa, ma mi ha fatto molto piacere essere inserito (con questo e l'altro blog, quello mio personale) tra le cinque segnalazioni del suoBlog Day Posticipato!

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musica | 14/09/2005 11.54
Una modesta proposta

(questa lettera è stata mandata a repubblica, campovbolo.org e al team di organizzatori dell'evento)
 
Tornare a decollare dal Campovolo è possibile.
 
Riassumendo: un evento che si voleva epocale è stato rovinato da problemi all’impianto tecnico. La colpa non è di Ligabue, su questo siamo d’accordo, ma paga pegno per chi ha sbagliato (d’altronde nel Guinnes c’è finito lui e non lo staff).
 
Bene, anzi male, ma questo è quanto. Nonostante le dichiarazioni del Codacons ( sarebbe giusto rimborsare il biglietto), credo che la proposta sia impraticabile per molti motivi, non ultimo il fatto che magari molti il biglietto l’han buttato (non credo sia semplice nemmeno trovare altri 5 milioni di Euro). Anche quella del dvd gratuito a fronte del biglietto mi sembra un’idea irreale.
 
Le scuse non sono bastate, questo è evidente: erano talmente alte le aspettative che la caduta è stata più dolorosa del previsto.
 
Come ha intuito Gino Castaldo su Repubblica, le lamentele accessorie (sui bagni, le vie di fuga, le code in strada e l’apertura dei cancelli anche a chi era sprovvisto del biglietto) sono solo un portato dell’andamento della serata. Se l’evento fosse riuscito, non ce ne saremmo neanche accorti.
 
Dato che percorrendo questa strada non si va da nessuna parte, ma si accumula solo livore, ho una modesta proposta da fare per risarcire simbolicamente noi e fare in modo che anche Luciano Ligabue riguadagni la stima persa.
 
La proposta è duplice, la scelta naturalmente spetta alla produzione:
 
1. l’organizzazzione denunci per danni morali e materiali il fornitore dell’impianto, o la ditta che lo ha progettato. Col ricavato (anche se non siamo in America dovrebbe essere una cifra notevole) si possono finanziare quelle associazioni che erano presenti con degli stand a Reggio Emilia (Emergency e Amref).
 
2. se questo non fosse possibile o praticabile, devolvere il ricavato netto della vendita del dvd alle stesse.
 
Credo che una presa di posizione del genere metterebbe a tacere l’amarezza dei presenti. Non ultimo è un modo onorevole per uscire dall’impasse per Luciano Ligabue, far parlare ancora di sé positivamente in vista dell’imminente uscita del nuovo album e della prossima uscita del dvd. Nello stesso tempo si aiutano associazioni meritevoli.
 
Ci aspettiamo una scelta coraggiosa.

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fatti | 13/09/2005 17.31
Dimissioni

Oggi Diario di Repubblica era tutto dedicato alle dimissioni, pratica che a quanto pare in Italia non sia proprio così diffusa.
 
Interessanti gli articoli e gli esempi, se si eccettua una lacuna: non era segnalato nemmeno un esempio di lettera di dimissioni, che, seppur raramente, può tornare utile.
Rimedio io, segnalando quella che secondo me è la più bella in assoluto. Qui.
 
P.s:Non so se anche la vostra, ma la mia copia a pagina 12 riportava due articoli identici sotto due titoli diversi...

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musica | 13/09/2005 16.02
Schianto al Campovolo

Mentre ci rallegriamo per il comunque inusuale ritrovamento della refurtiva sottratta a casa Ligabue, segnaliamo che qualcuno ha aperto un sito di protesta sull'andamento del concerto del 10 settembre, quello di cui ho parlato qui.
 
Il sito è www.campovolo.org.
 
Caldamente consigliata la visione dei filmati!
 
La rete, ancora una volta, si dimostra più veloce e sincera delle varie markette viste sui tg negli ultimi giorni...

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fatti | 12/09/2005 22.48
Don't mention the war

Per sei mesi ho abitato con un ragazzo etiope di 36 anni. Stasera è venuto a trovarmi, doveva andare in America ma non è riuscito ad ottenere i visti necessari né all’ambasciata americana in Svezia, né in quella italiana. Il motivo è che, dato che non ha famiglia o lavoro in Italia (ma una moglie e un figlio di un anno in Etiopia), non ha alcun motivo per tornare qui. E per legge in America chi ci va da studente vuole rimanerci a vivere e lavorare, proprio non può non innamorarsi degli USA.
 
Appena arrivato, non sapeva una parola di italiano, e consultava spesso un frasario della Lonely Planet. L’ho sfogliato anch’io, una volta, e ho ricopiato questa citazione:
 
DON’T MENTION THE WAR
 
Italians are great communicators so you shouldn’t have too much trouble striking up a conversation. Talking about the Mafia, Mussolini and the Vatican, however, could see the conversation come to a premature halt. Try topics such as Italian architecture, films, food and soccer.

Lonely planet phrasebooks Italian pag. 95

 
Devo scappare: ora mangio poi guardo un film e appena consegnata la formazione del fantacalcio ho la biografia di Renzo Piano da concludere…

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musica | 11/09/2005 15.21
Volevo essere gli U2

Campovolo, Reggio Emilia, 10 settembre 2005. 200.000 mila persone, recordo del mondo di presenze, "un concerto che vale una carriera" , dice Gino Castaldo su Repubblica. In realtà, la cosa più vera sul concerto di ieri ce la dice quest'agenzia di ieri sera: migliaia di persone hanno passato la prima metà del concerto a fischiare e urlare contro gli organizzatori, i fonici, lo stesso Ligabue.
I cori più soft erando del tenore di "Buffoni!", "Ladri!", i più hard potete immmaginarli, il più divertente quando migliaia di voci hanno intonato, per intero "Albachiara" di Vasco Rossi, il grande rivale.

Quello che è vero è che l'impianto era pessimo, il suono arrivava poco e male, le immagini sui maxischermi erano o in ritardo di 3 secondi o in anticipo di 2. Più di metà del pubblico non ha partecipato all'evento direttamente: ha gurdato una tv in differta rispetto ad un suono mediocre.
Anche lo show, a volerva dire tutta, è stato esattamente come tutti si aspettavano: il solito concerto di Ligabue, le stesse scenette dal 1995 (Mario e la scopa-chitarra), le stesse parole per presentare le canzoni. Niente di nuovo sopra o sotto il palco.

Gli eventi si preparano con cura, soprattutto se a rispondere sono 200.000 mila persone.

Comunque Ligabue dal vivo pensavo meglio, molto meglio.

P.s: Anche i più polemici, quando Ligabue si è avvicinato hanno inizato a strapparsi i capelli, quasi. Gli stessi che trenta secondi prima urlavano "Buffone!". Il Pubblico, qualsiasi Pubblico, è una capra. Punto.

P.p.s: Nessuna soddisfazione, nessuna, nel leggere questa notizia. Però un sorrisetto, piccolo piccolo...

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musica | 08/09/2005 11.33
La vita, amico, è l'arte dell'incontro

"Quanto mi dai se mi sparo?" è un libro che ho iniziato da una settimana, il racconto di un cantante che ha avuto molto successo da giovane ma che la sua casa discografica scarica, perchè troppo vecchio, e noi abbiamo un pubblico di ragazzini. Decide allora di provare con una particolare operazione marketing, quella del titolo, spararsi per far riprendere le vendite...
 
Ancora non so come andrà a finire, leggo però che l'autore Sergio Endrigo, è morto ieri, e che presto invece di un funerale verrà organizzato un concerto in sua memoria.
Ultimamente l'avevo sentito su radio 3 raccontare del suo Brasile, della sua vita, delle canzone scritte con Gianni Rodari e con Vinicius De Moraes: mi era sembrato un signore elegante, affezionato a un mondo, artistico ma non solo, ormai scomparso.
 
In rete lo salutano in tanti, probabilmente più per il suo libro che per le sue canzoni, ma forse anche con più dispiacere e sincerità di quanto non si farà, nei prossimi giorni, altrove. Fate un salto qui e qui, per iniziare, e poi proseguite a caso: si possono fare incontri interessanti anche così.
 
"Mi piace la calma, la buona tavola, i buoni amici, i buoni libri, la pesca subacquea, i francobolli, le armi antiche, gli animali, i luoghi non affollati. Non mi piacciono i dritti, i disonesti, i dilettanti presuntuosi, le salse agrodolci, i seccatori, gli invadenti, gli animali che mordono. Amen"

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politica | 07/09/2005 12.03
Primarie si, primarie no, primarie fantasma...

Ora non è che se decidono di fare delle primarie inutili (quasi senza programma, a candidato già scelto) poi noi si debba per forza stargli dietro, e leggerne, e scriverne e discuterne. Questo no.
Però questo outsider che pian piano si sta facendo conoscere, merita qualche attenzione.
 
Da quanto ho capito, finora, lo presentano meglio gli altri di quanto non faccia da solo, ha un programma di tre punti che è intelligente ma non eccezionale (diciamo che non brilla nè per inventiva nè per indicazioni fattuali, difetta del come) e sta ricevendo molte porte in faccia dai ds e dalle feste dell'Unità, cosa che per esempio non è piaciuta nemmeno a uno dei massimi sostenitori delle primarie, Pasquino.
 
Eppure, forse di tutto il barnum del prossimo ottobre, quest'uomo sarà l'unica cosa da ricordare...

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fatti | 06/09/2005 12.14
La notte del Superdome

La trama è quasi un clichè: dopo un improvviso venir meno di tutto quello che è chiamato civiltà e su cui si basa la convivenza, l'uomo si riscopre animale da preda, sveste i panni sociali e ritorna bestia.
 
Nel piccolo delle esperienze quotidiane, la notte del famoso blackout ero in strada a Cervia. La scena fu questa: sabato notte, camminavo tra le vie che uniscono "la pineta" all' "idroscalo", due noti locali fighetti della riviera (perchè ero lì, è un'altra storia).
Dopo l'improvviso blackout totale, il panico. Non esistevano più le divisioni tra strade e marciapiedi, tra "pubblico" e "nascosto". Uomini e donne, uniti nel delirio, pisciavano bellamente in mezzo alla strada, incuranti delle centinaia di persone intorno e dei fari delle macchine che, di tanto in tanto, le illuminavano.
 
La trama è quasi clichè, dicevo. Tanto che alcuni romanzi, molto noti, la ricalcano pari pari. Per fare solo tre esempi: il signore delle mosche, la notte del drive in, il condominio, e volendo possiamo aggiungere quel pappone di reality che è l'isola dei famosi.
 
Ma anche se la trama è quasi un clichè, non riesco a non stuprimi a vederla trascinata nel reale, leggendo questo. Alcuni estratti:
 
"I racconti di quello che è successo per quattro giorni nell'inferno del Superdome sono raccapriccianti. Racconti dell'orrore. Una violenza fatta non solo di sopraffazione e di arroganza dei più forti e organizzati nei confronti dei più deboli e più indifesi. Ma di torture fisiche e psicologiche, di pretese perverse e maniacali, di regole stabilite e imposte a seconda dell'umore dei capi.
 
Quattro giorni senza legge che si sono trasformati nell'apoteosi della brutalità. Ben presto i boss, alcuni girando con dei machete che brandivano minacciosi, sono diventati i padroni di questo teatro della sofferenza. Centinaia famiglie spaventate e confuse, coppie di anziani abituate ad una vita semplice e regolare, studentesse e commesse dei negozi, fidanzati, ragazzi e bambine, mamme e papà, hanno convissuto quattro giorni e quattro notti con banditi e tagliagole.
 
Dentro il Superdome non c'era cibo e quel poco che si trovava veniva pagato a peso d'oro. Stessa cosa per l'acqua, per le sigarette, per una coperta, un cuscino, una pila. "Bisognava organizzarsi", racconta Dave, 20 anni, studente di Medicina all'università della città. "Per difendere la roba da mangiare, per dormire, per lavarsi. Facevamo dei turni anche per dormire. Qualcuno si era portato la pistola dietro e la teneva bene in vista".
 
Ma l'incubo era il bagno. Ce n'erano trenta, sparpagliati al piano terra del grande stadio dell'Nba, il campionato nazionale di basket americano. Era il posto preferito per gli assalti e gli stupri. Sembravano favole, storie nate da qualche mente troppo fantasiosa. Ma nei rapporti della polizia della città, si racconta di peggio. La testimonianza di Africa Brumfield, 37 anni, donna ovviamente di colore, come del resto la stragrande maggioranza di quelli rimasti ad affrontare "Katrina", ha squarciato il velo della vergogna. "Andare al bagno da sola", ha raccontato alla polizia e poi confermato ai colleghi della Bbc, "era impossibile. Chi lo faceva rischiava di essere violentato o sgozzato".
 
Una vittima è uscita sconvolta dai bagni. E la gente, stanca dei continui soprusi, ha preso coraggio, si è ribellata e si è fatta giustizia da sola. Lo stupratore è stato individuato, preso e linciato. C'è voluto l'intervento dell'esercito, i primi 3000 soldati accorsi dopo l'ennesimo appello disperato del sindaco Nagin, per riportare un barlume di umanità in quella era diventata una giungla."

 
E non c'entra l'America, la cultura della forza e del dominio, non c'entrano nè la politica nè gli ideali, non c'entrano nemmeno gli stili di vita o la cultura.
E' che siamo proprio bestie. E non perdiamo occasione per dimostrarlo. Nulla più.
 
Al massimo, qualora lo vogliate, potreste prenderlo come elemento a favore dell'ipotesi evoluzionistica. Eravamo bestie, e si sa che il frutto non cade mai molto lontano dall'albero.

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comunicazione | 26/08/2005 16.34
Viral marketing

Per chi ancora non ha capito cosa sia, un rapido aggiornamento a cura del professor Confuso.

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tv | 26/08/2005 1.13
Il Sig. Monk e le sue ossessioni.


Rete 4 per me è una rete che non c'è: non mi capita mai, neanche per sbaglio, di finirci (è l'unico tasto del mio vecchio telecomando ad avere ancora il numero leggibile). Ho accolto con curiosità e sospetto, quindi, il consiglio di mio padre: "C'è un nuovo telefilm su Rete4 che può piacerti, a metà tra il giallo e la commedia...". Dopo il primo segnale, un articolo tipo questo. D'estate le mie difese si abbassano notevolmente e mi sono arreso subito all'idea di vedere la rete delle soap, dei cervelloni e di sipario.
Bene, valeva la pena superare questi sani pregiudizi perchè il telefilm è veramente carino, con un personaggio sopra le righe che suscita empatia istantanea.

Questo detective 50enne afflitto da mille manie ossessivo compulsive è insieme genio e imbecillità, ammirato e tenuto a distanza, solo e pieno di rapporti sociali. L'apice della ineluttabilità della sua condizione è stato raggiunto, stasera, nel colloquio con lo psichiatra: mentre lui, Monk, ricorda di quando al liceo fu l'unico a non essere invitato alla festa di compleanno dell'idolo della scuola, il suo psichiatra gli confessa di esserci andato, a quella festa, e di essersi divertito come mai nella sua vita...

E' inutile parlare delle trame gialle, complesse il giusto per mantenere l'attenzione, o dei comprimari, potete immaginarveli, non ho volgia nemmeno di riflettere sul fatto che gli autori intelligenti che si avvicinano al giallo seriale sanno di non poter proporre qualcosa di nuovo negli intrecci e allora propongono detective compulsivi o paranormali o sensitivi...ma due perle meritano una segnalazione.
La prima, naturalmente, l'interpretazione di John Turturro nel ruolo del fratello matto del disadattato detective: splendida e toccante nel far sentire implodere il malessere.
La seconda, invece, la sardonica (non sarcastica, chi ha visto la puntata lo sa) presa in giro di CSI nel secondo episodio, con Monk che assiste alle riprese di un serial Tv che parla di fibre tessili guatemalteche e di strane apparecchiature di rilevamento per cercare indizi su un omicidio: la frase "ma in che pianeta è ambientato ?" e la faccia di commento è valsa da sola tutto l'episodio.

Ogni giovedì, alle 21, su Rete4.

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musica | 28/07/2005 13.10
Un viaggio in Jazz

La prima volta in cui sono entrato nell’arena di Verona ero in gita scolastica, prima o seconda superiore. Potete immaginare: patatine, coca cola, stereo e amori adolescenziali.
La seconda volta, martedì, per uno dei concerti più belli che abbia mai visto: Paolo Conte nell’Arena.

Il palco è grande, completamente nero, e su quel palco ventimila occhi vedono comparire una band in frac, un signore d’altritempi che si siede al pianoforte e trascina l’arena in un vortice spaziotemporale: passato, presente, oriente, piste sassose sulle quali Bartali pedala, Ninive, Genova…

Dal vivo, Paolo Conte, non l’avevo visto mai, e mi ha stupito vederlo piegarsi e contorcersi mentre faceva scivolare le mani sui tasti, tirare fuori il kazoo e poi rimetterlo nel taschino, reggersi all’asta del microfono come se, da solo, in piedi, fosse troppo difficile. Non ha detto una parola in tutto il concerto, se non quelle delle canzoni e i nomi dei musicisti. Niente “Buonasera, arrivederci, grazie”. Niente. Eppure ha comunicato, ha “parlato” col pubblico. Grandezze d’artista timido.

Il momento più bello, è stato ascoltare live “Alle prese con una verde milonga”, e rendermi conto ancora una volta di quanto sia bella una canzone che sembra lentissima, ma sotto ha un ritmo da far ballare I piedi. Anche da seduto, con la mano nella mano di E.

Leggo che con questo concerto Conte ha festeggiato varie cose: i trent’anni dalla prima esibizione, per esempio, proprio a Verona e il primo posto raggiunto dal suo ultimo lavoro, Elegia. Leggo anche che da questo concerto verrà tratto un cd live e un dvd. E anche questa sarà una prima volta, comprare un live visto dal vivo, e poter riascoltare la stessa performance...

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fatti | 25/07/2005 15.32
"Miseria e nobilta'" dell'Italia in vacanza...

Il da-poco-Premio-Strega-Maurizio-Maggiani, qualche giorno fa, ha scritto un'eccezionale radiografia del nostro Paese in vacanza. La sua casa editrice ha pensato bene di renderla disponibile qui integralmente.
Un paio di citazioni, per convincervi a leggerlo:

"Da come la vedo io è un Paese miserabile, un Paese di miserabile ricchezza e di miserabile povertà. Un Paese di miseria dove è sempre più difficile trovare tracce di nobiltà. Un Paese dove, facendo i conti in base al semplice principio di ragionevolezza, quello che dovrebbe costare molto costa poco e quello che dovrebbe costare poco costa molto. Dove l’idea del valore delle cose, e della loro essenza, sembra definitivamente pervertita."

"Chi si è messo in coda per andare a farsi un bagno nelle nostre splendide spiagge a basso costo di accesso si è certamente fermato a fare benzina e avrà una volta di più imprecato sul costo astronomico della benzina. Poi, per non morire disidratato, si sarà preso qualche bottiglia d’acqua all’autogrill. E ha pagato una bottiglietta da mezzo litro, uno virgola cinque euro. Tremila lire, per chi non lo vuole capire all’europea. Ha pagato l’acqua più del doppio della benzina. Allora, se costa meno della metà dell’acqua, la benzina non costa niente, vi pare? Oppure l’acqua ha un prezzo delinquenziale. Ma nella società del libero mercato il prezzo lo fa la domanda. Questo Paese spaventato e impoverito è disposto a spendere cifre disumane per bere acqua minerale. Perché?"


Già, perchè?

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musica | 25/07/2005 15.08
Quando ci vuole...

A me già stava abbastanza antipatica la canzone, che dopo il terzo ascolto smette di essere dolce per diventare insopportabile, ma dopo quest' intervista non ho potuto fare a meno di segnalare Povia per il Premio Calderoli.

Se la candidatura verrà accettata, Povia sarà in ottima compagnia, tra filosofi, politici di destra e di sinistra, vescovi e papi.

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web | 22/07/2005 15.24
La speranza è nei bulli

Ci sono vari modi per leggere questa notizia:

1. una volta botte e furtarelli, ora hackeraggio informatico: il bullismo cambierà pure forma, ma non finirà mai.

2. c'è poco da fare, fai discutere due bande di ragazzini su qualsiasi argomento (sport, scuola, ragazze, moto, auto, film e vallette) e in meno di mezz'ora te li ritrovi che giocano a "chi cell'ha più duro"

3. Certo che quella è proprio un'età tremenda....

4. Ragazzini come questi, che a quell'età lì riescono a fare giochini che io nemmeno guardando tutti i giorni War Games per dieci anni, io credo che da grandi, passato lo stravolgimento ormonale, cresciuta la barba e un pò di maturità in più, saranno quelli che troveranno le scappatoie ogni volta che qualcuno chiuderà un sito, metterà i sigilli a un server, o cercherà di bloccare un network p2p...

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politica | 22/07/2005 12.23
Padri nobili

"Quando il giudice mi ha interrogato mi sono accorto che mi trovavo di fronte un ammalato. Se dietro a varie scrivanie dello Stato ci sono degli psicotici la colpa non è mia. Perché non fanno delle visite adeguate a questa gente prima di affidare loro un ufficio?"
(Luciano Liggio, 20.03.89 al "il Fatto" di Enzo Biagi.)
 
Fatto!
 
La citazione è tratta da beppegrillo.it

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blogs | 18/07/2005 15.40
Chi? Ciro?

Il rischio fake su questo caso era e forse resta molto alto.
Nel frattempo però anche il Corriere si è mosso, con un articolo e qualche citazione nella prima pagine dell'edizione on line. Purtroppo anche il Corrierone sembra prender tutto dalla rete senza indagare sulla veridicità delle fonti.
Giorni fa avevamo segnalato, tra i commenti, l'editoriale di un giornale di provincia.
O è tutto tremendamente vero, o è la beffa mediatica migliore dai tempi di Luther Blissett.

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libri | 14/07/2005 16.56
Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Potter VI!

Sarà un caso che le esternazioni dell'allora Cardinale Joseph Ratzinger sulla saga di Harry Potter vengano alla luce proprio pochi giorni prima dell'uscita del sesto volume delle avvenutre del maghetto?

Circolano varie ipotesi:

1 - "Harry Potter e il principe mezzosangue" minaccia le vendite del "Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica".
I due testi sono in diretta concorrenza: entrambi si rifanno all'immaginario fantasy: mentre il primo narra di un mondo nel quale gli uomini si dividono tra maghi e babbani, il secondo è ambientato in un medioevo oscurantista in cui l'idea di peccato si allarga a dismisura (dalla masturbazione al sesso prematrimoniale fino alle dita nella torta) il cui unico lato positivo è che nessuno ha mai sentito ancora parlare di AIDS.
Identico inoltre il target: ragazzi in via di sviluppo psico-fisico e facilmente manipolabili.

2 - Il diabolico marketing della "Warner Brothers" ha già scritturato Papa Benedetto XVI per sostituire Michael Gambon nel ruolo di Albus Silente, e sta preparando un piano di guerriglia marketing mondiale per arrivare ad avere Bin Laden al posto di Ralph Fiennes nel ruolo di Voldemort.

3 - La vigna del Signore da solo buoni frutti, specie se invecchiati in botti di rovere.

4 - Un cardinale ha molto tempo da perdere da potersi occupare anche di sciocchezze del genere

5 - Questo è solo il primo passo: presto si riaprirà il processo a Galileo.


Per completezza d'informazione, il testo della lettera tratto da Dagospia:

Città del Vaticano
7 marzo 2003
Stimata e cara, signora Kuby!
Molte grazie per la sua lettera del 20 febbraio e per l’informatissimo libro che mi ha inviato nella stessa missiva. È un bene che lei illumini la gente su Harry Potter, perché si tratta di subdole seduzioni, che agiscono inconsciamente distorcendo profondamente la cristianità nell’anima, prima che possa crescere propriamente.(...)

Cordiali saluti e benedizioni
+ Cardinale Joseph Ratzinger

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blogs | 14/07/2005 15.06
Dopo che è partito...

Non è un attacco di grafomania a spingermi a postare più volte nello stesso giorno, ma semplici coincidenze.
Capita infatti che, per motivi che non sto a spiegarvi, debba rimanere cinque ore attaccato a un computer connesso a internet solo per ascoltare dei cd rigati e decidere se salvarli o meno (non lo faccio per me, lo faccio per lei).

Gioco-forza quindi perdersi nella rete, e trovare cose strane o interessanti, cose che vale la pena diffondere e commentare.

I blog ultimamente balzano spesso agli "oneri" della cronaca, molto spesso a caso. Un esempio: dopo l'omicidio di due giorni fa a Bologna, tutti i giornali hanno parlato dei blog sia della vittima che dell'assassino (che poi non sono blog manco per niente).

Blogger al 100% era invece Ciro Eugenio Milani, conosciuto in rete con lo pseudonimo kafkiano di Luca K., 26 anni, libero professionista informatico in quel di Lodi. Un blogger anche molto bravo, con competenze tecniche e dalla buona penna. Ma un blogger anomalo, un blog anomalo: un countdown fino al suicidio annunciato, con sorpresa finale (la data: non il 20 luglio, come pubblicizzato, ma il 10, poche ore fa).
In molti hanno pensato a un fake, uno scherzo, un gioco macabro per guadagnare un pò di popolarità, una scorciatoia per diventare una blogstar. Invece no, invece è tutto vero: Ciro si è ucciso. I suoi due blog (uno, due, il più famoso) continuano ad essere aggiornati automaticamente con post post-datati, fatti di svelamenti e saluti.

Ci sono vari articoli, poco interessanti in realtà, su questo caso, perchè questa storia suscita tante domande, tanti quesiti. Ma Ciro ha pensato anche a questo. E ha risposto.
Con delle comode FAQ.

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politica | 14/07/2005 14.14
Opinioni a confronto

Due opinioni (una, due) nettamente in contrasto fra loro sul fisco e sulla morale, il dibattito è lacerante.
Qui invece il curriculum (credo non aggiornato) del profondo pensatore...

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fatti | 13/07/2005 17.47
La sesta dichiarazione della Selva Lacandona

Abbiamo iniziato a parlare di Chiapas e dell'EZLN in occasione di un comunicato di Marcos dai toni allarmati e allarmanti.
Abbiamo continuato dopo un articolo di Repubblica, che sembrava l'annuncio di una svolta epocale nella lotta zapatista.
Qualche giorno fa è stata finalmente resa pubblica la sesta dichiarazione della Selva Lacandona, il punto della situazione attuale, e le proposte per il futuro.
Intanto leggetela, poi ne parliamo...
 
Qualche citazione:
"Ma l'abbiamo fatto perché questo è il nostro modo di fare, quello che diciamo poi lo facciamo, perché altrimenti perché lo dovremmo dire se poi non lo facciamo."
"Perché noi pensiamo che un popolo che non vigila sui suoi governanti, è condannato ad essere schiavo, e noi combattiamo per essere liberi, non per cambiare padrone ogni sei anni."
"Per riassumere, il capitalismo della globalizzazione neoliberista si basa sullo sfruttamento, sulla spoliazione, sul disprezzo e sulla repressione di quelli che non lo accettano. Ovvero, uguale a prima, ma ora globalizzato, mondiale."

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libri | 04/07/2005 10.18
Autoironia

"Eliot studiò il rapporto tra quei due vecchi interessanti. Trout non era offeso, come Eliot pensava che avrebbe dovuto essere, dall'insinuazione che egli fosse in definitiva un disonesto, un agente pubblicitario."

Tratto da Dio la bendedica, Mr Rosewater"di Kurt Vonnegut, 1965.

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fatti | 30/06/2005 10.38
"Un nuovo passo nella lotta"

Così Marcos definisce la svolta dell'EZLN.
Sembra infatti che sia giunto il momento di lasciare le armi, togliere il passamontagna e dedicarsi in modi nuovi e più strettamente "politici" alla prossima elezione presidenziale, la prima da anni in cui è possibile la vittoria di un candidato di sinistra (Andres Manuel Lopez Obrador, sindaco della capitale).
Maggiori dettagli qui.

P.s: alla fine dell'articolo si parla di una partita con l'Inter. Se non sapete di che si tratta, o non avete letto la loro ironica corrispondenza, vi abbiamo preparato un pdf da scaricare.

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fatti | 22/06/2005 15.13
Messico, nuvole e virilità...

Più che nuvole sembra che in Messico si stia preparando il più grande temporale dal 1994 ad oggi.
Poche ore fa è stato infatti diffuso uno strano comunicato del Subcomandante Marcos, dai toni estremamente allarmati e lontani dallo stile cui "el Sup" ci aveva abituato. Niente ironia, niente speranze, nessuna favola, nessun accenndo a quell'immaginaria corte dei miracoli fatta di personaggi strani e scarafaggi parlanti.
Solo un allarme, una chiamata alle armi, il consiglio-ordine agli operatori stranieri volontari di partire immediatamente (e l'avviso che in caso contrario hanno la piena responsabilità della scelta, mentre per i minorenni l'ordine è tassativo).

Marcos non è mai stato un allarmista, se scrive ha buone ragioni. Anzi pessime.

La cosa è preccupante, mi preoccupa, decido di cercare qualche informazione e mi rivolgo, naturalmente, ai siti di Repubblica e del Corriere.
Non ho trovato nulla.

In compenso nella home di Repubblica c'è un'interessante articolo sulla fine del macho italiano, mentre la sezione esteri del corriere è dominata questa notizia.

That's infotainment!

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fatti | 21/06/2005 10.12
Come se non bastasse

La cronaca più nera offre spunti di riflessione che sommano rabbia a rabbia, tristezza a tristezza, dolore a dolore.

Capita spesso, ultimamente, che dopo quelli che Cerami chiamerebbe "fattacci" (omicidi, stupri, rapine) si levi un coro indignato di proteste e si invochino misure drastiche, ronde notturne di cittadini organizzati, taglie sui presunti aggressori e via delirando.
Spesso poi a proporre tali soluzioni non sono frange estreme ed extraparlamentari ma ministri o appartenenti a partiti di governo che, se avessero così a cuore la sicurezza, avrebbero solo che da aumentare il numero di assunzioni nelle forze dell'ordine e schierarle massicciamente nei quartieri, come tra l'altro un contratto ci aveva assicurato.

La polemica però non vuole essere su questa strana doppia assenza di morale della nostra classe dirigente (pronta a depenalizzare una buona metà dei reati e allo stesso tempo a prevedere pene medievali per un'altra metà), quanto il fatto che tocca poi alle famiglie, alle madri e ai padri delle vittime, sobbarcarsi anche l'onere di mantenere i toni entro i limiti della moralità e del senso civico.

Della decenza.


(Da questo post è nata una piccola discussione. Qui.)

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comunicazione | 22/04/2005 10.50
Grillo in Dvd!


Qualche anno fa, alla fine dello spettacolo Apocalisse Morbida, Beppe Grillo prendeva a martellate un computer, oggetto secondo lui inutile, e massacrava internet: "un potente mezzo di comunicazione usato solo per vendere sesso, sesso, sesso!"
Forse è uno dei pochi casi in cui il comico genovese si è, col tempo, ricreduto.
 
Lo spettacolo che sta portando in tour in questi mesi si chiama BeppeGrillo.it, come il suo sito e il suo Blog. Metà dello spettacolo è sulle potenzialità di Internet, sulla sua possibile carica libertaria, su tutti i metodi che si possono trovare in rete per risparmiare (Skype, ad esempio).
Naturalmente è uno spettacolo allo stesso tempo divertente e sarcastico. Tormentone dello show: "L'Italia è in leggera controtendenza!", vi lascio immaginare i motivi...
 
Qui da noi, in tv, sono più di dieci anni che non riusciamo a vederlo, in Svizzera sono più fortunati: lo scorso weekend il suo spettacolo è andato in onda, in chiaro, per due sere consecutive.
Ora Grillo fa una prova ulteriore della potenza di Internet: se cliccate qui potete compilare una semplice form e prenotare, senza impegno, il suo spettacolo in Dvd. A maggio lo produrranno, vi faranno sapere il prezzo e deciderete cosa fare.
 
La tv è vuota: gli artisti, i giornalisti, gli spettacoli, i film che vorremmo vedere non ci sono, bisogna inventarsene una in proprio, tra edicole, internet, videoteche...
Dispiace solo che, questa tv, è completamente a nostre spese...

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politica | 20/04/2005 11.07
Il ritorno di Storace

Se i politici a Ballarò rappresentassero altro che se stessi, il non-dibattito di ieri sarebbe una fotografia triste per il paese.
I tre ospiti della maggioranza sembravano parlare tre lingue diverse, non si capivano neanche tra loro: La Loggia a difendere l'indifendibile attaccando con frasi quasi senza senso qualsiasi esternazione di Boselli (che alienato completamente continuava a bassa voce i suoi discorsi mentre intorno urlavano tutti).
D'Onofrio silenzioso e appartato sembrava voler sottolineare col suo comportamento la completa estraneità dell'ex Dc a questo tipo di politica (peccato si siano svegliati dopo 4 anni, accorgendosi "che gli obiettivi programmatici sono giusti, ma le strade prese non ci trovano d'accordo").
Chi merita però un'attenzione particolare è Francesco Storace: se è vero che mira alla presidenza di An, ne ha di strada da fare per rendersi presentabile! Arrogante, ignorante, lontano anni luce dall'italiano (sono della sua stessa regione, parlo come lui, ma non in televisione) e da qualsiasi correttezza dialettica, ha recitato nello studio di Rai Tre una sceneggiatura che sta avendo molto successo al cinema:
 
Il ritorno del Monnezza.
 
Come al solito elegante e pungente Fausto Bertinotti, che non ha il mio voto ma tutta la mia stima, quella sì.

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web | 05/04/2005 12.28
da Macchianera:

Un comunista omosessuale che vince le elezioni in Puglia? Capita una volta ogni morte di Papa….

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politica | 04/04/2005 21.40
Qualche considerazione in divenire...

1)Fa piacere vedere Ferrara in difficoltà, parlare con un tono di voce molto basso e senza la solita voglia di interrompere gli ospiti.

2)Forse il vaccino cui auspicava Montanelli fuonzionerà davvero..

3)Feltri è su Raidue, e già sbava rabbia e bile.

Una bella giornata, direi...

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fatti | 17/03/2005 19.02
Giornalismo infeltrito

Sulla foto, in alto a sinistra, c'è un'immagine del Direttore sormontata da una scritta:

Se riconoscete quest'uomo, riconoscete fatti e notizie

L'uomo in questione è Vittorio Feltri, il giornale naturalmente Libero.Sarà che io pur riconoscendo lui e la sua squadra non so riconoscere fatti o notizie, ma non mi sembra che le scaramucce familiari di Marcello Veneziani rientrino in quell'area propria del giornalismo indipendente. Ricorda piuttosto gli strilloni del Vernacoliere, coi suoi titoli a tutta pagina tipo "Brucia l'arrosto per la cena, ampio articolo all'interno". Chissà cosa ci riserverà il giornalismo d'assaldo (e non è un'errore) di Feltri nei prossimi giorni, lui così bravo nel dare del bamba a Baldoni e dell'irriconoscente a Giuliana Sgrena. Giochiamo d'anticipo e anticipiamo qualcuna delle prossime inchieste:
Lo sfogo di Berlusconi: Mia figlia Marina marina la scuola
Il pianto sulla nostra spalla di Cattaneo: Da quando dirigo la Rai non sono più andato al cinema
Gasparri si confessa: Qualcuno in casa ha finito la carta igienica
E così via, scoop dopo scoop....

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libri | 16/03/2005 16.30
Cordiali saluti

“Gentile collega,
ci consenta di ringraziarla per la fedeltà, la dedizione e l’entusiasmo che ha dimostrato in questi anni. Non lo dimenticheremo. Da parte nostra, le promettiamo che la sua vita fuori dall’azienda sarà meravigliosa. E come lei sa, noi non facciamo promesse se non siamo certi di poterle mantenere.
Cordiali saluti”

 
Sono molti i libri ambientati nel mondo del lavoro, ultimamente. Alcuni più sperimentali, tipo Pausa caffè di Giorgio Falco, altri più lineari, tipo questa prova di Andrea Bajani. Sono solo 99 pagine, ma bastano. La scrittura di questo ragazzo che vive e cambia lavoro a Torino sembra una scrittura decantata. Lasciata ad asciugare. Niente fronzoli, niente giovanilismi, niente effetti speciali (insomma, niente di quello che infesta Vent’anni che non dormo di Marco Archetti). Una bella storia, surreale quanto basta a descrivere meglio di tanti saggi sociologici, questo strano mondo del lavoro fatto di contratti a scadenza e di vite precarie.
Il compito del protagonista all’interno dell’azienda è scrivere lettere di licenziamento per i suoi colleghi. Il restante del tempo fare da orecchio ai deliri produttivistici del Capo, perso tra corsi surviving e hoteling. Cose tra l’altro neanche così tanto lontane da notizie reali. Nel tempo libero guarda i due bambini di una delle sue “vittime”, e scopre una strana paternità, precaria anch’essa.
Si legge in un paio d’ore, e sono ore spese bene.
Cordiali saluti.

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teatro | 15/03/2005 23.31
Scemo di guerra

Scemo di guerra è un'espressione che dalle mie parti si usa per indicare uno che è un pò tonto. Pensandoci ora credo si riferisca a quei soldati che tornavano sconvolti, da quello che avevano visto o fatto, dal rumore delle bombe o dalla paura di morire.
Scemo di guerra è anche il titolo dell'ultimo spettacolo di Ascanio Celestini. Per chi non lo conosce, lui è uno che da anni gira l'Italia con i suoi monologhi che pescano storie e favole dalle tradizioni popolari, racconti familiari o da piccole vicende che fanno parte della Storia, quella più grande. Per dire, il suo spettacolo più famoso, Radio Clandestina è la storia dell'eccidio delle Fosse Ardeatine come la racconterebbe un vecchio romano ben documentato. Stesso pathos (anzi, stessa assenza di pathos), stessa ironia, stesse esagerazioni.
Questo Scemo di guerra è ispirato alle storie che il padre di Ascanio ha raccontato ai figli per trent'anni, parla di tutte le volte che il papà-ragazzino ha rischiato di morire (per aver pisciato nell'elmetto di un tedesco, o per una cipolla...), parla di scimmie soldati e di mosche pazienti ("le mosche mangiano merda e cadaveri, non moriranno mai di fame, però ci vuole una gran pazienza per mangiare merda e cadaveri...), parla di una società formatasi per l'acquisto di un maiale vivo, della metà di una goccia d'acqua e di morti che tornano in vita solo per rimorire poco dopo, di scarpe da principi e di matti visionari, di sogni che resistono e si avverano nonostante la morte dei sognatori, parla anche del cinema Iris ("odierno cinema Gioiello"). Parla di quanto una guerra possa essere scema ("ma noi stiamo coi tedeshi, gli americani, i russi, i cinesi..") e di come tutte le guerre siano per forza sceme.
Parla di tutto questo e di altro, Ascanio Celestini, con la solita sedia di legno immersa in una scenografia appena diversa dalle precedenti: se prima erano sei assi di legno, ora sono quatro pezzi di lamiera.

Tanto quello che conta è la voce...

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politica | 14/03/2005 23.06
Bologna, tra Brindisi e Lecce...

Ci sono città che ne contengono altre, città che sono tante città una sopra sotto e dentro l'altra.
Capita, in una città come questa, di passeggiare per il centro storico e trovare la propaganda elettorale di un candidato alla presidenza di un'altra regione. Anche belli, i cartelli, ironici, e sormontati dall'immagine di un treno che corre (forse verso un futuro radioso). La città di cui parlo è Bologna, naturalmente, la regione la Puglia e il candidato Nichi Vendola.
La cosa mi incuriosisce, voglio approfondire: vado sul sito internet ufficiale della campagna elettorale di Vendola e scopro che esiste proprio un comitato elettorale per Vendola, a Bologna. C'è uno anche uno a Siena, per dire.
Mi piace, quest'idea. Mi piace pensare che ci siano modi trasversali per farsi sentire. Che ci siano persone che perdano tempo ad attaccare manifesti a chilometri di distanza dai seggi.
Lontani dai luoghi, ma non dalle cose.

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